Autunno: 8 modi di dire italiani

Che meraviglia l’autunno!

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A me piace tantissimo.

Forse perché gli alberi diventano di tutti i colori, le giornate sono più corte, cadono le foglie, fa buio presto ed è bello starsene a casa al calduccio con un buon libro e un bel té caldo, magari con il gatto sulle ginocchia,  mentre fuori piove o c’è nebbia.

L’autunno mi fa pensare agli animali che vanno in letargo, come il riccio, ma anche alle mele, alle prugne, alle marmellate fatte in casa e mangiate la mattina a colazione con il pane e il caffelatte  caldo.

In cucina arrivano zuppe e minestre bollenti  e in città si cominciano a vendere le caldarroste.

Comincia a fare freddo, dagli armadi escono i vestiti pesanti, le sciarpe e i cappotti, tra poco anche i guanti.

Ci si prepara all’inverno.

 

Vediamo ora gli 8 modi di dire:

 

Piove sul bagnato

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Quando un avvenimento non modifica una situazione, anzi l’aumenta, positivamente o negativamente.

Esempio:

Il signor Rossi, l’uomo più ricco del paese, ha vinto le lotteria: piove sul bagnato.

Il terremoto ha distrutto la casa di Gino. Pensa che due settimane fa i ladri gli avevano rubato tutto. Piove sempre sul bagnato.

 

Mangiare la foglia

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Capire le vere intenzioni di qualcuno.

Esempio:

Mi diceva sempre che doveva lavorare fino a tardi in ufficio, ma io ho mangiato la foglia, l’ho seguito e ho scoperto che invece  si incontrava con Luisa!

Una mela al giorno leva il medico di torno

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Se mangeremo (almeno) una mela al giorno, saremo sempre in salute e non avremo mai bisogno del medico.

Chiudersi a riccio

hedgehog-468228_640Non voler dare spiegazioni o accettare critiche

Esempio:

Ho provato a parlargli, ma è inutile, si è chiuso a riccio!                                                                                  

 Essere una zucca vuota

Essere poco intelligente

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Avere sale in zucca

Essere molto intelligente

 

  Prendere in castagna

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Sorprendere qualcuno nel mezzo di una cattiva azione

Esempio:

I ladri sono stati presi in castagna dai carabinieri proprio mentre uscivano dall’appartamento.

Togliere le castagne dal fuoco

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Risolvere una situazione difficile, spesso per un’altra persona.

Esempio:

Ti sei messo nei guai e adesso io dovrei toglierti le castagne dal fuoco? Ma nemmeno per idea!

 

Buon autunno a tutti!

Lo dice la Crusca!

 

Il suo nome completo è Accademia della Crusca, con sede a Firenze dove fu fondata il 25 marzo 1585 da un gruppo di dotti linguisti che volevano separare il buon italiano (la farina) da quello cattivo (la crusca, appunto). Da allora, e attraverso periodi più o meno bui, la Crusca rappresenta il punto di riferimento per chi vuole usare correttamente la lingua italiana.

Come studenti di italiano sapete benissimo come spesso non sia facile decidere tra le preposizioni, tra maschile o femminile, o ancora peggio tra indicativo e congiuntivo. Tranquillizzatevi: anche per gli italiani non è sempre facile. Ma per fortuna c’è la Crusca!

Ultimamente l’Accademia è entrata nel mondo digitale con un canale You Tube e un sito dove si può trovare una sezione dedicata alle domande dei lettori, che sono sempre moltissime.

Tra le sue varie iniziative troviamo una battaglia contro l’invadenza dell’inglese nell’italiano e la spinta a creare e diffondere parole nuove.

Qualche tempo fa infatti, la Crusca ha incoraggiato un bambino che aveva proposto un nuovo aggettivo: petaloso (pieno di petali, es. un fiore petaloso). Se gli italiani la useranno davvero, petaloso diventerà a tutti gli effetti una parola italiana.

La Crusca quindi non è un rigido poliziotto della grammatica ma un valido aiuto per chi ama la lingua italiana, vuole usarla bene e arricchirla.

 

Sito e pagina Facebook della Crusca:

http://www.accademiadellacrusca.it/it/copertina

Fonti e articoli vari :

https://it.wikipedia.org/wiki/Accademia_della_Crusca

https://www.theguardian.com/world/shortcuts/2015/jun/22/accademia-della-crusca-rescuing-beauty-italian

http://www.lastampa.it/2016/02/24/societa/come-laccademia-della-crusca-risponde-a-un-bimbo-che-ha-inventato-una-nuova-parola-atpDkrrNd59HpRpRAAXggK/pagina.html

 

 

L’amore in italiano – lessico amoroso

 

Ti amo è  (o dovrebbe essere) una seria dichiarazione d’amore.

Amare solitamente indica l’amore passione. Per una persona (Amo Luciano) ma anche un’attività (Amo dipingere), un genere o un gruppo (Amo il cinema giapponese/la cucina tailandese/ i quadri di Monet), o un cibo (Amo la pizza!!!). Si può dire Amo I miei figli, ma anche Amo gli animali.

Ti voglio bene, invece dovrebbe essere riservato a famiglia, amici o persone per cui proviamo affetto. Voglio bene a mio fratello / alla mia amica Giovanna, ma non si dice Ti amo a un familiare o a un parente. Al contrario possiamo dire Ti voglio bene al Lui o alla Lei della nostra vita.

Mi piaci, vuol dire che siamo interessati a una persona: per la sua simpatia, per le sue idee, il suo comportamento. O il suo fisico.

Avere / Prendere una cotta per, quando qualcuno ci piace davvero molto, sembra quasi amore, e forse lo diventerà, ma non è  esattamente la stessa cosa: Ha preso una cotta per il suo compagno di scuola.

Innamorarsi di, il momento in cui l’amore comincia: Mi sono innamorata di lui quando avevo 20 anni.

Esere innamorato/a di, provare amore per una persona: Sono innamorato di lei come il primo giorno.

Perdere la testa per, quando la situazione è quasi patologica: non si mangia, non si dorme, parliamo solo di lui/lei.

Vedersi con, Uscire con, Frequentare, quando due persone si vedono frequentemente, sono legate da un sentimento speciale, ma ancora il rapporto non è serio: Esce con lui da un paio di settimane

Stare insieme con, Mettersi con, sono una coppia:  Finalmente si sono messi insieme!

Essere geloso/a di, provare sentimenti di gelosia per la persona con cui si sta: È gelosissima di suo marito! Ma anche verso possibili rivali: È geloso degli amici della sua ragazza.

Rompere, Lasciarsi, la coppia è finita: Hanno rotto da un anno, Si sono appena lasciati.

L’amore, si sa, fa fare e dire cose assurde. Infatti gli innamorati spesso si chiamano tra loro con nomi speciali: vezzeggiativi o nomignoli amorosi:

Normali:

Amore, Tesoro, Caro/a

Animali:

Passerotto/a,  Orsacchiotto/a, Scoiattolino/a, Micetto/a, Cucciolotto/a

Vegetali:

Zucchina, Patatino/a, Cipollino/a, Fragolina

Alimentari

Crostatina, Zuccherino, Biscottino, Panzerotto

Vari e demenziali:

Stellina, Nuvoletta, Tato/a,  PucciPucci,  Cicci, Ciccino/a,  Spennacchiotto, Bubú

Il posto d’onore va agli intramontabili:

Trottolino (amoroso), Dudú dadadá

Ci furono presentati per la prima volta da Mietta e Amedeo Minghi al Festival di Sanremo del 1990 e da allora sono  diventati dei classici del linguaggio amoroso.

 

Fonti:

http://www.nomix.it/nomignoli.php

http://www.placidasignora.com/2007/08/20/ti-chiamero-trottolino-amoroso/

http://www.italianochefatica.it/it/lessico-amoroso-san-valentino/

La telefonata

Gigi Proietti è un grandissimo attore di cinema, teatro e televisione. ‘La telefonata’ è un classico del suo repertorio. Parla pochissimo e quel poco in romanesco, ma vedrete che riuscirete a capire benissimo di che si tratta.

Volete provare a immaginare il dialogo e a scriverlo?

 

Intervista con Luca Dotti, il figlio italiano di Audrey Hepburn. Raccontare al passato.

Avete visto  “Vacanze Romane”?

Forse non sapete che Audrey Hepburn, l’attrice protagonista, fu sposata con uno psichiatra italiana, Andrea Dotti, da cui ebbe un figlio, Luca.

Luca Dotti ha scritto un libro su sua madre e in questo video parla di lei, del suo rapporto con il cinema e delle sue ricette.

Guardate (e ascoltate) il video e poi decidete se le frasi sono Vere o False.

  1. Audrey Hepburn non voleva lasciare il cinema.
  2. Durante la seconda guerra mondiale ha partecipato alla Resistenza.
  3. Aveva un ottimo rapporto con la suocera italiana.
  4. Portava la pasta in valigia.
  5. A casa parlava sempre dei suoi film

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/luca-dotti-figlio-hepburn-a777783f-ff69-4ee1-931f-c7b3a57db43b.html

Le soluzioni tra qualche giorno 🙂

La canzone di Marinella. Esercizio con il Passato Remoto

La canzone di Marinella è forse il pezzo più conosciuto di Fabrizio De André, uno dei maggiori cantautori italiani, o forse il più grande.

De André era un poeta che cantava. Protagonisti delle sue canzoni erano i poveri, gli esclusi, quelli che non contano niente, quelli che non fanno la storia ma la subiscono.

Nato nel 1940 e morto nel 1999, ha cantato in italiano, ligure, gallurese e napoletano. Ha fatto parte della Scuola Genovese, un gruppo di musicisti di Genova che ha rinnovato profondamente la musica italiana.

La canzone di Marinella è una storia d’amore con un finale tragico, raccontata come una fiaba antica:

un re e una fanciulla si incontrano, si amano. Poi un incidente li separa per sempre.

Il testo si ispira a una storia vera: una prostituta uccisa e gettata in un fossato. De André trasforma la brutalità del fatto di cronaca in una fiaba dolorosa: Marinella muore ma per sempre amata e rimpianta dal re.

Il tempo principale è il passato remoto. Il tempo della narrazione.

Dopo il video trovate il testo con i verbi in ordine: metteteli al passato remoto.

Le soluzioni sono in fondo, come al solito.

  1. scivolare/ 2. vedere/ 3. portare/ 4. bussare/ 5. seguire/ 6. baciare/ 7. porre/ 8. essere/ 9. essere/ 10. vedere/ 11.volere/ 12. bussare/ 13. vivere/ 14. vivere

Questa di Marinella è la storia vera
che 1) … nel fiume a primavera  
ma il vento che la 2) … così bella
dal fiume la 3) … sopra a una stella

Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta

4) … tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo 5) … senza una ragione
come un ragazzo segue l’ aquilone

E c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti 6) … le labbra ed i capelli
c’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui 7) … le sue mani sui tuoi fianchi

8) … baci furono sorrisi
poi 9) … soltanto i fiordalisi
che 10) … con gli occhi delle stelle 
fremere al vento e ai baci la tua pelle

Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti 11) … creder morta
12) … cent’anni ancora alla tua porta

Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
13) … solo un giorno , come le rose

e come tutte le più belle cose
14) … solo un giorno come le rose. 

Soluzioni: 1.scivolò/ 2.vide/ 3.portò/ 4.bussò/ 5.seguisti/ 6.baciò/ 7.pose/ 8.furono/ 9.furono/ 10.videro/ 11.volle/ 12.bussò/ 13.vivesti/ 14.vivesti